I team multidisciplinari

I team multidisciplinari del Medical Team rappresentano il cuore del nostro approccio integrato alla salute e al benessere del paziente. Ogni team è composto da professionisti altamente qualificati e specializzati in diverse aree mediche, che lavorano in sinergia per garantire un percorso di cura completo e personalizzato.

La nostra filosofia si basa sulla collaborazione e sull’integrazione delle competenze, affinché ogni paziente possa beneficiare di un iter diagnostico e terapeutico ottimale. I professionisti del Medical Team, grazie alla loro esperienza e alla continua formazione, affrontano ogni caso con un approccio mirato e coordinato.

Team bariatrico

Team Multidisciplinare Bariatrico si fa carico di tutte le fasi terapeutiche del Paziente Bariatrico: da una prima fase di identificazione dei requisiti per l’intervento, fino ai follow up programmati post -intervento.

Troppo spesso infatti il Paziente si sente abbandonato, senza riferimenti e senza un adeguato supporto.

Nel Medical Team Bariatrico si lavora insieme – grazie al coinvolgimento di figure professionali mutuali e integrati con un unico obiettivo: accogliere e seguire il Paziente in tutto il suo percorso.

 

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), a livello globale, il 50% degli adulti e il 30% dei giovani sono in sovrappeso. In Italia sono 1 persona su 10.

 

Perché è un dato che ci deve far preoccupare?

Perché  l’eccesso di peso è la seconda causa di morte nel nostro Paese dopo il fumo:  l’obesità è – fra altri – un fattore di rischio accertato per l’insufficienza respiratoria e per tumori come quelli della mammella, dell’utero, del colon, del pancreas e del fegato.

 

Perché si interviene chirurgicamente?

Il fine della chirurgia bariatrica è duplice:  ottenere il calo ponderale per migliorare tutto un aspetto di mobilità e risolvere o prevenire gravi comorbidità, a lungo termine anche fatali, che l’obesità comporta come – fra le più comuni –  Diabete mellito di tipo 2, Ipertensione arteriosa, Dislipidemie e vasculopatie, Apnee ostruttive notturne.

 

 Quando si può (o no) ricorrere alla chirurgia bariatrica?

Secondo le più recenti linee guida, la chirurgia bariatrica è indicata, per tutti i pazienti di età compresa tra i 18 e i 65 anni, affetti da obesità di secondo grado (indice di massa corporea o BMI uguale o superiore a 35) con malattie associate, come il diabete di tipo 2, l’ipertensione arteriosa, le apnee notturne, la dislipidemia, l’osteoartrite o pregressi eventi cardiovascolari, oppure di terzo grado (indice di massa corporea o BMI uguale o superiore a 40), anche senza malattie associate.  

 

Esistono, però, anche delle controindicazioni all’intervento.

 

La possibilità o meno di svolgere un intervento, e nel caso decidere quale tipo di intervento effettuare (per esempio una gastro-restrizione (detto anche  Sleeve Gastrectomy) o un Bypass Gastrico (detto anche Minibypass) è sempre legata ad una anamnesi medica attenta e precisa.

Neuropsichiatria
Endocrinologia
Chirurgia generale, proctologica e bariatrica
Cardiologia
Nutrizione
Cardiologia
Cardiologia
Endocrinologia e Diabetologia
Pneumologia
Chirurgia plastica e ricostruttiva & medicina estetica

Team Epato-Cardio-Metabolico

Il Team multidisciplinare Epato- Cardio – Metabolico nasce con l’obiettivo di mettere insieme diversi Professionisti per individuare precocemente la Sindrome Metabolica nei suoi componenti, invertirne la rotta e prevenirne le complicanze.

É frequente sentire parlare di SINDROME METABOLICA, che – come tutte le sindromi  – non trova una causa specifica, ma è rappresentata da una serie di anomalie  (Incremento di glicemia, colesterolo e/o trigliceridi, sovrappeso e obesità, ipertensione arteriosa, fegato grasso), che possono coesistere – non necessariamente tutte – in un unico individuo.

Da cosa dipende al Sindrome Metabolica?

Fattori genetici e ambientali contribuiscono alla genesi della sindrome Metabolica. É a tutti noto che diabete, ipercolesterolemia e ipertensione arteriosa presentano una distribuzione familiare. Ma il cambiamento degli stili di vita – “Dieta occidentale” e Sedentarietà – conducono a slatentizzare più precocemente gli elementi della Sindrome Metabolica (SM).

La “Dieta Occidentale”, che si basa sul largo utilizzo di carni rosse o processate, cibi a base di grassi saturi, carboidrati complessi ad alto indice glicemico, consumo eccessivo di bevande zuccherate, ha causato, unitamente all’attitudine alla sedentarietà, la diffusione “pandemica” dell’obesità ad ogni latitudine. Anche in Italia, lo stile di vita “occidentale” ha lentamente scardinato gli antichi principi della Dieta Mediterranea, causando eccesso ponderale nel 40% della popolazione e non risparmiando la popolazione pediatrica.

In che modo la Sindrome Metabolica conduce al danno vascolare?

Nell’accezione comune sovrappeso e obesità vengono considerati come un semplice accumulo di grasso – inestetico magari – ma un semplice accumulo. In realtà il tessuto adiposo, in particolare quello “viscerale” (a dire quello che sta all’interno della pancia), produce molecole infiammatorie, che si riversano nel sangue e impattano su multipli distretti. Questa condizione infiammatoria promuove in primis uno stato di insulino-resistenza, che nel tempo può evolvere in diabete mellito.  In aggiunta, obesità e insulino-resistenza, promuovono l’insorgenza di ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia/Ipertrigliceridemia e steatosi epatica. Insieme queste condizioni contribuiscono alla formazione di placche di aterosclerosi nelle arterie carotidi, coronarie, ad aorta addominale… e non solo.

Quali sono le complicazioni della Sindrome Metabolica?

Gli elementi che compongono la SM, se non precocemente individuati e corretti possono evolvere nel tempo e causare l’insorgenza di eventi cardiovascolari (infarto del miocardio, ictus ischemico, fibrillazione atriale), degenerazione neoplastica dei tessuti (in particolare tumore del colon-retto),insufficienza renale cronica, cirrosi e tumore del fegato

Che cosa è la steatosi epatica?

La steatosi epatica rappresenta una delle prime spie della SM quale espressione di sofferenza epatica dovuta al dismetabolismo sistemico. Attualmente, il 30% della popolazione adulta è affetta da steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD – Metabolic Associated Dysfunction Steatotic Liver Disease). Questa condizione è relativamente benigna, in quanto rappresenta un – naturale – sistema di stoccaggio del grasso nel fegato. Tuttavia, in una proporzione rilevante di individui (5- 30%), il grasso epatico può infiammarsi ed evolvere in SteatoEpatite. La SteatoEpatite è una infiammazione cronica del fegato, che nel tempo conduce alla deposizione di tessuto fibrotico/cicatriziale che può evolvere verso la cirrosi e il carcinoma epatico. Oggi – grazie all’impiego del Fibroscan/CAP   – noi siamo in grado di monitorizzare in modo non invasivo la progressione della steatosi/SteatoEpatite, ma soprattutto di verificare i miglioramenti determinati dalle nostre cure.

 

Sindrome metabolica…il killer silenzioso

La definizione di “Silent Killer” è stata a lungo applicata al virus dell’epatite C, per la sua capacità – peraltro comune a qualunque causa di danno epatico – di determinare una epatite asintomatica, tranne poi rendersi evidente – con le complicanze della cirrosi e del tumore del fegato – quando la situazione epatica non è più recuperabile.  Fortunatamente oggi la totalità delle epatiti C è curabile. Allo stesso modo la SM decorre “silenziosa”, ma le sue conseguenze possono essere devastanti a livello Cardiovascolare, Oncologico, Nefro- ed Epatologico e sfociare in eventi drammatici (eventi cardiovascolari, cancro, scompenso epatico, insufficienza renale) con scarse possibilità di recupero.

 

Di qui la necessità di individuarla precocemente e – precocemente-  arrestarla prima che faccia danni irreparabili.

 

In questo senso, procedure di screening atte alla individuazione degli individui a rischio e la valutazione multidisciplinare del singolo paziente acquisiscono rilevanza cardinale

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Team medicina estetica, rigenerativa e trattamenti laser

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Team pediatrico

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Team terapia del dolore

Il team della terapia del dolore si rivolge prevalentemente a pazienti Fibromialgici

La fibromialgia è una sfida “importante” per il suo essere sindromica, per il suo embricarsi con patologie altrettanto sfuggenti, per la difficoltà di approccio terapeutico e per il corteo di effetti collaterali legati ai farmaci impiegati. La fibromialgia è una sindrome caratterizzata da dolore muscoloscheletrico cronico.

I principali sintomi sono dolore cronico diffuso, rigidità muscolare e articolare, insonnia, affaticamento, disturbi dell’umore, disfunzioni cognitive, ansia, depressione e incapacità di svolgere le normali attività quotidiane. Le terapie mediche convenzionali che prendono di mira questa patologia producono benefici spesso limitati. Dati i diversi meccanismi di sensibilità al dolore, i trattamenti  dovrebbero coinvolgere programmi multidisciplinari che mirano alle cause periferiche, centrali, cognitivo-emotive e interpersonali del dolore cronico che caratterizza la fisiopatologia della FM.

Fornire un approccio terapeutico efficace per uno dei principali – se non il principale – sintomi della Fibromialgia (il dolore) garantendo un team esperto nell’uso di medicina tradizionale e non – volto al controllo del dolore in tutte le sue sfaccettature neurologiche e psicologiche – è l’obiettivo che si pone questo team della terapia del dolore.

Reumatologia
Nutrizione
Reumatologia
Algologia e terapia del dolore
Algologia e terapia del dolore
Psicologia
Infermieristica
Riabilitazione funzionale
Nutrizione